L'angolo economico

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Re: L'angolo economico

Messaggio Da pietro giorgio zoppellaro il Lun Mag 16, 2011 3:26 pm

GRAZIE LEGA
Oggi chi compra un’auto da un soggetto Iva – che significa da un concessionario o da un autosalone – paga il minimo dell’imposta, ovvero da 151 a 196 euro.
Ma con il federalismo sarà altra musica. Il trattamento agevolato previsto da Vincenzo Visco verrà abbandonato. Di conseguenza l’Ipt crescerà proporzionalmente al numero di kilowatt del veicolo. Indipendentemente dal soggetto che vende.

Solo l’acquisto di un’utilitaria poco potente, fino a 53 kw, sarà indolore, continuando a pagare la stessa imposta. Altrimenti sarà necessario versare 3,5 euro in più per ogni kw eccedente la soglia minima. Per auto attorno ai 225 kw di potenza il salasso sarà oltre i 600 euro.


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Messaggio Da pietro giorgio zoppellaro il Lun Giu 06, 2011 2:07 pm

quest’anno il Tax Freedom Day cade il 24 giugno. E' un triste record: si tratta del ritardo massimo dal 1990. In quell'anno il giorno di liberazione cadeva il 7 giugno, nel 1998 il 17 giugno, poi ha continuato a salire senza sosta. L'anno scorso era il 23 giugno, 24 ore di tasse in meno.

L’aumento della pressione fiscale è dovuto in parte al cosiddetto fiscal drag (drenaggio fiscale), una maggiorazione "automatica" delle imposte: la crescita dell'inflazione e i rinnovi contrattuali fanno aumentare i redditi ma in molti casi questo fa scattare un'aliquota fiscale maggiore che in pratica "riassorbe" l'incremento di reddito.
la Cgia di Mestre ha appena calcolato il peso tributario medio per ogni italiano (fatto di sole tasse, imposte e tributi): 7.359 euro all'anno. In Germania, un paese in netta crescita economica e che dunque dovrebbe avere un prelievo fiscale maggiore, la quota pro capite è di 6.919 euro. Tra i principali paesi dell'area euro solo la Francia sta peggio di noi con 7.438 euro di tasse annue. Ma i cugini transalpini vengono ricompensati con una spesa sociale pro capite di 10.776 euro, mentre a noi italiani - tra spese per la sanità, l`istruzione e la protezione sociale - vengono restituiti sotto forma di welfare solo 8.023 euro


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Messaggio Da pietro giorgio zoppellaro il Gio Giu 09, 2011 2:19 pm

CONTINUAMO A RINGRAZIARE LA LEGA
Come primi effetti del federalismo non sono proprio incoraggianti. Il decreto attuativo sul fisco regionale e provinciale, approvato a fine marzo, ha dato alle province la possibilità di aumentare del 3,5% la tassazione sulla polizza Rc auto (che oggi è del 12,5%). In realtà la legge lascia la facoltà di aumentare o diminuire l'addizionale di loro competenza in questa percentuale in base alle esigenze di bilancio
Come prevedibile, gli effetti di questo provvedimento non hanno tardato a farsi sentire e gli enti locali hanno cominciato a sfruttare questa nuova fonte di gettito: le province di Bologna e Benevento hanno appena deliberato l'aumento del 3,5%. Ma c'è da giurare che saranno solo le prime di una lunga lista
A questo punto verrebbero un paio di domande terra terra. La prima: ma il federalismo fiscale non doveva portare una maggiore efficienza fiscale e quindi meno tasse per tutti? L'idea sarebbe , in soldoni, quella di dare agli enti locali una sempre maggiore autonomia nelle entrate e nelle spese. Ma la percezione diffusa, per ora, è che il federalismo "moltiplicando" gli enti esattori (regioni, province e comuni) moltiplichi anche il prelievo fiscale anziché semplificarlo e ridurlo.
E qui si pone una seconda domanda: ma le province non dovevano sparire e le loro competenza essere trasferite? L'abolizione delle province era stata sbandierata dal governo come una tappa importante della riorganizzazione della macchina amministrativa e della riduzione dei costi dello Stato. Ma col tempo lo slancio riformatore si è ridotto: le province da abolire non sono più tutte ma solo quelle con meno di 220mila abitanti, non appartenenti a regioni a statuto speciale e non confinanti con Stati esteri: in tutto 10 su 110. Che al momento sono ancora lì

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Messaggio Da pietro giorgio zoppellaro il Gio Giu 23, 2011 8:46 am

Caro-federalismo, per coprire i buchi aumentano le tasse su Rc auto e benzina Le regioni e le province devono sempre più "arrangiarsi" fiscalmente. E così aumentano l'addizionale sulla polizza auto e l'accisa sulla benzina

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Messaggio Da pietro giorgio zoppellaro il Ven Giu 24, 2011 7:10 pm

Gli stranieri non sono un peso ma una risorsa economica

Gli immigrati ci rubano il lavoro? Macché, ci portano ricchezza. In una percentuale maggiore della loro presenza in Italia. A dirlo è un osservatore altamente affidabile in questo campo: MoneyGram, la società leader nei trasferimenti di denaro all'estero
Gli stranieri in Italia sono l'8% della popolazione (quasi 5 milioni) e generano quasi l'11% del Pil nazionale. A fine 2010 erano più di 337mila le imprese gestite da immigrati, con un ritmo di aumento del 14% all'anno dal 2006. Le attività imprenditoriali degli immigrati si concentrano in particolare a Roma (10%), Milano (9%), Torino (6%) e Firenze (4%).
Gli immigrati contribuiscono anche a pagare i nostri servizi pubblici e le nostre pensioni: il gettito fiscale delle loro attività ammonta a 40 miliardi di euro e i contributi previdenziali a 7,5 miliardi. E tutto questo riuscendo a sostenere il costo della vita italiano e inviando a casa circa il 47% del proprio reddito, in media 987 euro a testa per complessivi 6,3 miliardi. Una capacità di risparmio inimmaginabile per la maggior parte degli italiani.
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Messaggio Da pietro giorgio zoppellaro il Mer Giu 29, 2011 11:31 am

Anche Milano Ringrazia la Lega

Un cappuccino al mese. Per un'auto di media cilindrata fanno tra i dodici e i diciotto euro in più all'anno. «Un piccolo sacrificio» che la Provincia imporrà ai milanesi a partire da ottobre: l'aumento secco di tre punti e mezzo percentuali sull'aliquota della Rc auto. Conseguenza diretta dei decreti sul federalismo fiscale appena approvati a Roma e prontamente applicati in periferia. La corsa a ritoccare (ovviamente all'insù) la tassa non vede però Milano ai primissimi posti: sono almeno trenta le province italiane che hanno già applicato l'aumento. I numeri, intanto. Per l'ultimo trimestre di quest'anno la «stangatina» garantirà alle casse di Palazzo Isimbardi 8 milioni di euro. Nell'arco dei dodici mesi l'introito messo a bilancio sfiora quindi quota 32. Un tesoretto. Soldi che serviranno - spiega il presidente della Provincia Guido Podestà - a sostenere la quota per la realizzazione degli asili nido, per i finanziamenti agli enti di assistenza e, capitolo più corposo, per rifare le strade».

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Messaggio Da pietro giorgio zoppellaro il Dom Lug 03, 2011 9:18 am

Il buon governo Berlusconi che agevola i ricchi
Roma, 2 lug. (TMNews) - Una batosta sui cittadini comuni, tagli rinviati per la 'casta'. Mettendo in fila le misure della manovra economica approvata dal governo giovedì scorso, seppur con la dovuta cautela di un testo che sta facendo ancora la spola tra i tecnici del Tesoro e il Quirinale, il conto per i cittadini italiani (tra il taglio da 9,6 miliardi di euro per Regioni ed enti locali e quindi anche ai servizi, la stretta sulle pensioni, i risparmi tra i 5 e i 7 miliardi sulla sanità e i ticket sanitari, l'ulteriore blocco per i contratti del pubblico impiego e la riforma dell'assistenza) si annuncia davvero salato. In particolare, i maggiori dettagli di oggi sulla stretta sulle pensioni che non colpirebbe solo quelle d'oro ma anche gli assegni a partire dai 1.400 euro, ha sollevato le proteste di sindacati, consumatori e opposizione. Netto il 'no' sulle pensioni del leader della Cisl (tratto da Virgilio notizie)

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Messaggio Da pietro giorgio zoppellaro il Mer Lug 13, 2011 4:11 pm

In Italia i prezzi di luce e gas sono i più alti in Europa sia per le famiglie che per le imprese. E’ quanto ha dichiarato Guido Bortoni, neo presidente dell’Auhority nella sua prima relazione al Parlamento. Le più penalizzate le famiglie ma per le imprese la situazione non è meno difficile

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Messaggio Da pietro giorgio zoppellaro il Lun Lug 18, 2011 10:58 am

C'è un modo efficace e immediato di fare cassa: abolire gli sconti. Detta un po' meglio: applicare tagli lineari alle agevolazioni fiscali. A 483 agevolazioni per l'esattezza. Sono tanti gli sgravi fiscali sui quali si abbatte la manovra economica e tutti insieme valgono più di 160 miliardi di euro: il governo prevede un taglio "lineare" (cioè stessa percentuale per tutti) del 5% nel 2013, con un recupero di 8 miliardi, e del 15% nel 2014, incassando altri 32 miliardi
Ma cosa significa tutto questo per i contribuenti italiani? Oltre 1.000 euro di tasse in più in due anni. E' quanto potrebbe costare a una famiglia media il taglio delle deduzioni e delle detrazioni. Le più colpite sarebbero proprio le persone fisiche che attualmente godono dei maggiori benefici fiscali. Si pensi alle detrazioni per figli a carico, delle spese per l'istruzione e per gli asili nido, delle spese mediche, degli interessi sui mutui per la prima casa, e per le ristrutturazioni edilizie. Ma i tagli colpiranno anche gli sgravi per il non profit, sull'Iva e le accise e i crediti d'imposta.
Alcuni esempi di "stangata"

In attesa che venga definito con precisione in che modo si applicheranno concretamente, si possono fare alcuni esempi "brutali" di come questi tagli ricadranno sulle famiglie nel 2014 (riduzione del 20%):

• detrazione per lavoro dipendente: oggi ammonta in media a 1.330 euro per contribuente e scenderebbe a 1.064 euro l'anno;

• detrazione per figli e coniuge a carico: per le famiglie che ne usufruiscono ammonta ora in media a 829 euro e passerebbe a 665 euro;

• deduzione della rendita catastale della prima casa: oggi una famiglia risparmia in media 126 euro, diventerebbero 100 nel 2014;

• detrazione degli interessi del mutuo: passerebbe dagli attuali 328 euro annui a 264 euro.

• detrazione delle spese mediche: attualmente viene detratto il 19% dei costi per visite, ticket e farmaci. Un taglio del 20% porterebbe la detrazione al 15,2%. Quindi su una spesa di 1.000 euro oggi si risparmia:
1.000 - 129,11 di franchigia fissa = 870,89 x 19% = 145,47 euro,
e dal 2014 si risparmierà (se le altre condizioni restano invariate):
1.000 - 129,11 di franchigia fissa = 870,89 x 15,2% = 132,37 euro.

d Virgilio economia 18-07-11

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Messaggio Da pietro giorgio zoppellaro il Gio Lug 21, 2011 10:50 am

Tornano le tasse sulla prima casa. Questo grazie alla manovra correttiva che ripristina il regime fiscale sull’abitazione principale. Una vera e propria stangata per milioni di famiglie.
Dunque dal 2013 si tornerà a pagare un’imposta che varierà in funzione della rendita catastale. Oggi, invece, è prevista l’integrale deduzione della rendita catastale dell'unità immobiliare adibita a prima casa e delle relative pertinenze.
La riduzione della deduzione per l'abitazione principale sarà del 5% nel 2013 e del 20% dal 2014: ovvero a regime, la tassazione dell'unità abitativa sarà su una base imponibile pari al 20% della rendita catastale. Una stangata, che colpirà 24 milioni e 200 mila italiani, possessori di prima casa.
Secondo una simulazione elaborata dal quotidiano Repubblica, un proprietario con una casa di 80 metri quadrati, situata in una zona semi-centrale di una grande città, dovrà mettere sull'imponibile Irpef il 20% dei 1.000 euro della sua rendita catastale: se questo contribuente ha un reddito annuo di 15 mila euro e una aliquota del 23% dovrà rassegnarsi a pagare 46 euro in più.

da virgilio economia 21-7-11

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Messaggio Da pietro giorgio zoppellaro il Ven Ago 05, 2011 4:29 pm

L'Italia è un paese in crisi? Dipende dai punti di vista. Se prendiamo quello degli immigrati, per esempio, il nostro è un paese "emergente". Sfidando i luoghi comuni più consolidati, gli stranieri in Italia sono una delle (ormai rare) locomotive dell'economia: come lavoratori, consumatori e risparmiatori. E soprattutto saranno il paracadute delle nostre pensioni. Se non vogliamo accoglierli per spirito umanitario facciamolo per interesse

E sono gli immigrati che salvano il nostro bilancio demografico. Tra il 2010 e il 2011 la popolazione straniera in Italia è aumentata di circa 380mila unità ma la popolazione totale è cresciuta di 260mila unità: quindi senza l'immigrazione il numero degli abitanti sarebbe sceso

Ma nonostante questo sono una colonna sempre più solida per il nostro sistema fiscale e contributivo. E questo è forse il dato più importante: gli stranieri assicureranno nei prossimi decenni un gettito contributivo sostanziale. Gli italiani invecchiano e il nostro sistema previdenziale potrà reggere solo se un numero sufficiente di lavoratori si tasserà per pagare le nostre pensioni

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Messaggio Da pietro giorgio zoppellaro il Mer Ago 10, 2011 9:38 am

Assicurazioni. Diminuisce del 40% il risarcimento
Un bel regalo per le assicurazioni e un colpo per i danneggiati. Con il nuovo Dpr in approvazione, le tabelle per calcolare il valore del risarcimento per danni biologici determineranno una diminuzione del valore del danno di circa il 40% rispetto ai valori ormai consolidati dai tribunali, in specie quello di Milano, e dalla stessa Cassazione (sentenza 12408 del 7 Giugno 2011!!). Bel regalo del governo Berlusconi che, dopo aver messo le mani in tasca agli italiani, adesso li mazzola con questo provvedimento. Se qualcuno aveva dei dubbi a chi presta attenzione il presidente Berlusconi ora non li ha piu'. Contente, ovviamente, le assicurazioni non i cittadini danneggiati e resi invalidi da incidenti stradali
Fonte ADUC

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Messaggio Da pietro giorgio zoppellaro il Ven Set 09, 2011 5:14 pm

Eliminare le Province per risanare i conti dello Stato, potrebbe serbare un'amara sorpresa. Perché se cancellare i seggi dei consiglieri provinciali e gli stipendi degli assessori farebbe certamente risparmiare soldi, resta da chiarire che ne sarà dei 61mila lavoratori alle dipendenze delle 107 Province italiane, dove gli stipendi, che sono più alti, potrebbero costare 444 milioni circa in più. "Mediamente - conferma Loy, segretario confederale Uil, attivo sul tema della riduzione dei costi della politica - le retribuzioni e soprattutto i livelli di inquadramento sono migliori per chi lavora in Regione rispetto a chi lo fa alle dipendenze della Provincia. Non sono differenze molto grandi, ma ci sono, soprattutto come risultato degli accordi integrativi, che, in alcuni casi, possono ampliarle
da virgilio economia 9-9-11

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Messaggio Da pietro giorgio zoppellaro il Mar Set 13, 2011 2:25 pm

Parte la rivoluzione informatica per la malattia. Dal 14 settembre anche il settore privato usufruisce della procedura telematica fra medici e aziende sull’invio dei certificati di malattia. Dunque i lavoratori non devono più inviare ala tradizionale raccomandata all’Inps né portare all’ufficio del personale il certificato.
Tra le novità, l’obbligo della certificazione da parte di un medico del Servizio sanitario nazionale nel caso di infermità lunga (oltre i dieci giorni) o se è la terza in un anno.
1) Il datore di lavoro non può più chiedere al proprio lavoratore l’invio della copia cartacea del certificato di malattia, ma deve visionarlo attraverso i servizi online dell’Inps.
2) La malattia superiore a dieci giorni e gli eventi successivi al secondo (in uno anno) vanno giustificati unicamente da medici del Servizio sanitario nazionale.
3) Le assenze di malattia per visite, terapie prestazioni specialistiche o diagnostiche possono essere giustificate con certificazione anche su carta rilasciata da medico o struttura privata

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Messaggio Da pietro giorgio zoppellaro il Mer Set 21, 2011 5:18 pm

E VAI
Dallo Stato agli enti locali c'è trasferimento e trasferimento. Mentre vengono tagliati drasticamente quelli finanziari aumentano quelli di responsabilità. La manovra concede a comuni e regioni di aumentare l'addizionale Irpef a partire dal 2012.

Temi amari anche per gli automobilisti. Il rincaro dell’Iva – dal 20 al 21% disposto con il decreto 138/2011 – si sta trasformando in un salasso con punte fino a + 10% per i pedaggi delle autostrade. Infatti in molti tratti, soprattutto i più brevi, il teorico rincaro di pochi centesimi si è trasformato in un aumento di 10 centesimi.

I gestori chiamano a propria difesa il decreto interminsteriale n. 10440/28/133 che stabilisce delle regole di arrotondamento. In pratica è stabilito che fino a 5 centesimi, i prezzi devono essere arrotondati per difetto di zero, oltre, per eccesso a dieci. Dunque se per una tratta si pagava 1,05 euro, con l’aumento dell’Iva si pagherebbe 1,06 euro, arrotondati su arriva a 1,10 euro.

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Messaggio Da pietro giorgio zoppellaro il Gio Set 22, 2011 2:55 pm

ticket caos
Sulla partecipazioni dei cittadini alla spesa per la sanità è anarchia tra le regioni italiane. Ognuna interpreta a suo modo la manovra di luglio che introduce un ticket di 10 euro sulle visite specialistiche e le analisi e 25 euro sui "codici bianchi" al pronto soccorso (cioè quelli che non richiedono nessuna urgenza). Col risultato che a pochi chilometri di distanza un cittadino-paziente può ricevere trattamenti del tutto diversi.

Il Movimento Consumatori ha condotto un'indagine su come è stata applicata la nuova norma sul territorio nazionale. Il servizio sanitario infatti, come è noto, è gestito dalle regioni. E ognuna ha "personalizzato" il sistema. Così si può arrivare a situazioni limite in cui "una persona che si reca al pronto soccorso e dichiara di avere un dolore a livello gastrico, se sottoposto a visita cardiologica, elettrocardiogramma, consulto chirurgico ed ecografia, senza che si evidenzi nulla di serio, può pagare anche 130,15 euro".

da virgilio economia 22-9-11

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Messaggio Da pietro giorgio zoppellaro il Mar Ott 04, 2011 1:14 am

Le banche dovranno fornire saldi, liste movimenti e anche i dati delle operazioni fuori conto. Lo scopo è individuare situazioni anomale e avviare controlli fiscali.L'amministrazione finanziaria ha dato il via ai contatti con gli intermediari per raccogliere una enorme mole di informazioni da conti correnti e altri rapporti tra banca e cliente. I dati riguardano i saldi periodici iniziali e finali, le liste movimenti e anche le operazioni fuori conto.
Ma finora il fisco non poteva consultare liberamente questo archivio. L'accesso gli era consentito solo per ottenere dagli intermediari ulteriori prove nel corso di indagini finanziarie già avviate. Nella maggior parte dei casi era necessaria un'autorizzazione specifica.
Con le nuove regole invece l'Agenzia delle Entrate può attingere all'Archivio per raccogliere informazioni "preventive" e formare liste di controllo. I dati dell'archivio non serviranno più come conferma di comportamenti evasivi già indagati ma serviranno da innesco alle indagini stesse.

Fa una bella differenza. E' come se la polizia, alla ricerca del colpevole di un delitto, potesse perquisire liberamente le case di tutti i cittadini e non fosse più costretta ad avere un mandato specifico per il singolo indiziato
Da Virgilio Economia ottobre 2011

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Messaggio Da pietro giorgio zoppellaro il Mer Ott 05, 2011 12:05 pm

Evasione fiscale, arrivano i questionari per scoprire il reddito reale
E’ tempo di questionari. L’amministrazione finanziaria intende recuperare dai contribuenti informazioni da fare valere, eventualmente, da chi presta servizi in nero. Via libera, quindi, alle domande sulle spese per matrimoni, ristrutturazioni, palestra, fino a quelle per i funerali
rispondere a questionario è un obbligo, chi non risponde (o risponde in modo non veritiero) è sanzionabile cin una pena pecuniaria da 258 a 2.065 euro. L’invio dei questionari fa parte delle misure che compongono il redditometro.
L’avvio della campagna “questionari” creerà una serie di nuove informazioni finalizzate all’emersione delle attività in nero e al recupero dati che non emergono dalle dichiarazioni dei redditi. Sarà poi compito dell’amministrazione incrociare tutte le informazioni con accertamenti su transazioni, conti correnti e movimenti bancari
da Virgilio Economia ottobre 2011

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Messaggio Da pietro giorgio zoppellaro il Mar Ott 11, 2011 10:16 am

Una giornata-tipo italiana costa (nominalmente) poco più della media europea. Ma rapportata al reddito siamo il paese più caro dopo la Repubblica Ceca.in Italia, si spende molto di più che nel resto d'Europa: l’83,8% del reddito, contro una media europea del 62,9%, oltre 20 punti percentuali in più.

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Messaggio Da pietro giorgio zoppellaro il Gio Ott 20, 2011 12:24 pm

Niente obbligo di solidarietà per i ministri. Esentati dal contributo per i redditi alti

La riduzione dei redditi superiori a 90mila e 150mila euro vale solo per i dipendenti pubblici. Ma ministri e sottosegretari sono nominati e non assunti per concorso quindi hanno diritto al rimborso di quanto trattenuto

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Messaggio Da pietro giorgio zoppellaro il Ven Ott 28, 2011 2:17 pm

Vincite nell’obiettivo dell’erario. Chi riuscirà a centrare il fatidico sei al Superenalotto o con il gratta e vinci avrà la fortuna di guadagnare più di 500 euro dovrà pagare una tassa del 6%. La nuova imposta si applicherà anche per le vincite delle video lotterie.
a partire dal 2013 vedranno ridursi la percentuale di vincite a loro destinato. Per esempio la quota destinata alle slot scenderà dal 75 al 74%.

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Messaggio Da pietro giorgio zoppellaro il Mer Nov 02, 2011 6:07 pm

Ecco cosa succede ai cittadini se lo Stato va in default
I primi a cadere sotto la scure saranno gli organici e i salari della Pubblica amministrazione , con pesanti conseguenze sui servizi erogati. La stessa sorte toccherà a sanità e pensioni, che già ora in Italia pesano un quarto del Pil
bancarotta ricadrà poi su tutti coloro che hanno investito in titoli di Stato (Bot, Cct ecc.). Il Tesoro non potrà più pagare gli interessi (la cedola periodica) e al momento della scadenza del titolo non si potrà più tornare in possesso dell'investimento iniziale. Qui interviene la ristrutturazione del debito. Lo Stato propone un differimento della restituzione: una parte oggi, una parte domani. Chiaramente un evento del genere porta al crollo del valore del titolo, con possibilità pressoché nulle di rivenderlo

L'insolvenza dello Stato si estende quasi automaticamente alle banche. Se i titoli di Stato diventano carta straccia, sono loro le prime a risentirne perché, non ricevendo più gli interessi sul portafoglio, si trovano inevitabilmente a corto di liquidità e rischiano di fallire a loro volta.

Tutto questo innesca un rischiosissimo effetto-domino perché in economia l'elemento psicologico ha un peso enorme: se si diffonde la voce di insolvenza delle banche, tutti i loro clienti correranno agli sportelli a ritirare i depositi prima che sia troppo tardi. Parte l’assalto agli sportelli e non c’è istituto che possa resistere al prelievo contemporaneo di buona parte dei suoi clienti

In una situazione di questo genere saltano anche i sistemi di sicurezza esistenti, come il Fondo di garanzia sui conti correnti, operante in Italia come in tutti i paesi europei. Il Fondo copre l'insolvenza delle banche fino a un ammontare di 103 mila euro per conto corrente e il suo funzionamento dipende da un accordo interbancario. Ma può funzionare in caso di default di una sola banca, non dell'intero sistema creditizio.

Lo scenario è apocalittico ma per ora SPERIAMO lontano

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Messaggio Da pietro giorgio zoppellaro il Lun Nov 07, 2011 4:32 pm

Le regioni e i costi della politica

Un miliardo e 100 milioni di euro. E' la cifra che spendono ogni anno le regioni italiane per mantenere i loro "parlamenti", cioè i consigli regionali. Stiamo parlando, per capirci, delle spese di gestione, di rappresentanza, di ristorazione: solo per fare due esempi, degli 879 euro che l'assemblea siciliana paga ogni mese per nutrire i suoi membri con sushi e cannoli (entrambi presenti nel menù) o dei 600mila euro all'anno di spese di rappresentanza del consiglio regionale calabrese, cioè 54 volte quelle dell'Emilia-Romagna che ha il doppio degli abitanti

E' la Regione Sicilia, con i suoi oltre 175 milioni, quella che costa di più in assoluto, seguita dal Lazio con 102 milioni, la Campania con 90 milioni, la Sardegna con 85, il Piemonte con 82, la Calabria con 78 e la Lombardia con quasi 76 milioni

Ma il dato diventa significativo solo se rapportato al numero degli abitanti della regione. E qui si scopre che la regione che pesa di più è la Valle d'Aosta con quasi 125 euro per cittadino e stacca nettamente la seconda, la Sardegna con 50,87 euro pro capite. Le regioni più virtuose risultano la Lombardia (7,7 euro a cittadino, 16 volte meno della più cara), l'Emilia-Romagna (8,58 euro) e la Toscana (8,68). "I

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Re: L'angolo economico

Messaggio Da libero pensatore il Lun Dic 12, 2011 7:11 pm

su Il Sole 24 ore del 10-12-2011 compare la notizia che in Italia ci sono 42.000 poveri (con reddito inferiore a 20000 euro) che sono proprietari di yacht (fra loro ben 518 sono anche proprietari di aerei o elicotteri).
Invece 188000 sono i cittadini con redditi minimi che possiedono auto di lusso.
Dove vengono messi i soldi che servono a coprire le spese necessarie? Forse nei paradisi fiscali, ma gli evasori, si sa, non li scovano mai!
Mentre Inghilterra e Germania hanno fatto un concordato con la Svizzera per fare pagare una tassa ai loro cittadini evasori, Monti si è rifiutato di seguirne l'esempio, cosi oltre ad evadere le tasse, non pagano nemmeno una parte che per i due paesi sopra elencati si aggira intorno al 20-25%
Tanto a pagare sono sempre i più deboli!

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Re: L'angolo economico

Messaggio Da pietro giorgio zoppellaro il Gio Dic 15, 2011 1:35 pm

CI SI PREUCCUPA DELLE FUTURE PENSIONI MA SENZA STIPENDIO SARAì DURA ARRIVARE ALLE PENSIONI

Il 2012 sarà drammatico sul fronte del lavoro: la disoccupazione potrà raggiungere il 9% a fine del prossimo anno e mantenersi su questo livello per tutto il 2013. A pesare nell'accelerazione della crescita della disoccupazione soprattutto "i fenomeni di scoraggiamento", che ridurranno marginalmente la forza lavoro. E con la recessione e la conseguente caduta dei livelli produttivi, calcolano gli economisti di viale dell'Astronomia, sarà sempre più difficile per le aziende difendere il capitale umano. La sovraoccupazione che deriverà da uno stallo dell'attività produttiva renderà "sempre meno conveniente e razionale" il comportamento di molte imprese di avvalersi degli ammortizzatori sociali, pur di non disperdere il patrimonio occupazionale".

pietro giorgio zoppellaro

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Re: L'angolo economico

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