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Messaggio Da libero pensatore il Dom Gen 17, 2016 6:50 pm

Oggi ricorre la giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato.
Sul sito delle Acli di Milano e Monza appare questo articolo (vedi link http://www.aclimilano.it/magazine/18-dicembre-2015-giornata-mondiale-del-migrante-e-del-rifugiato/ )

18 dicembre 2015 Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato



La Convenzione Internazionale sulla Protezione dei Diritti dei Lavoratori Migranti e dei Membri delle loro Famiglie approvata dall’ONU nel 1990 compie 25 anni.
Fu una tragedia dell’immigrazione, verificatasi nel 1972, ad indurre la Comunità Internazionale ad occuparsi delle condizioni dei lavoratori migranti ed interrogarsi sulla necessità di dotarsi di uno strumento giuridico per tutelare i diritti di quanti lasciano il proprio paese di origine alla ricerca di un futuro migliore. (Un camion che ufficialmente doveva trasportare macchine da cucire ebbe un incidente all’interno del tunnel del Monte Bianco nel quale morirono ventotto lavoratori originari del Mali che, nascosti nel rimorchio, viaggiavano da giorni verso la Francia alla ricerca di un lavoro e di migliori condizioni di vita).
La Convenzione, sottoposta alla ratifica degli Stati Membri, entra in vigore nel 2003 al raggiungimento del numero minimo di ratifiche previsto, ma, purtroppo, ad oggi soltanto 47 Paesi, per la quasi totalità interessati dai flussi migratori, hanno provveduto alla ratifica; l’Italia è tra i  paesi che non hanno ancora provveduto alla ratifica, così come la maggior parte dei Paesi europei.
La Convenzione si compone di 93 articoli, alcuni di quali di particolare rilevanza per la vita delle persone migranti e delle loro famiglie, quali il divieto di trattamenti discriminatori, disumani e di sfruttamento e l’affermazione di una serie di diritti indipendenti dallo status legale dei lavoratori migranti, quali ad esempio, l’accesso alle cure essenziali, la libertà di espressione, di religione o associazione, di accesso all’istruzione di base per i figli.
Per i migranti regolari vengono affermati diritti aggiuntivi, quali la parità di trattamento con gli autoctoni nell’accesso all’istruzione, all’orientamento e alla formazione professionale, agli alloggi anche popolari, ai servizi sociali e  sanitari generali.
Tra i diritti fondamentali sanciti dalla Convenzione (artt. 8-9-10), assumono particolare importanza in relazione alla situazione attuale del fenomeno migratorio, il diritto a lasciare il proprio Paese di origine, il diritto alla vita, a non essere sottoposti a tortura o a trattamenti inumani e degradanti, alla libertà di pensiero, coscienza e religione, senza alcuna distinzione in termini di età, sesso, religione, o condizione di irregolarità nel paese ospitante.
La Convenzione ONU dunque, è un documento importante a tutela dei diritti fondamentali della persona e  della famiglia migrante, e di particolare attualità in un momento in cui milioni di profughi e migranti fuggono dalla guerra e dalla povertà e l’Europa sembra colta di sorpresa e impreparata ad affrontare la situazione di emergenza in cui si trova.
Nel 2010, in occasione del 20° anniversario dall’adozione della Convenzione, è stata lanciata dalle Nazioni Unite una campagna globale per promuoverne la ratifica ma, purtroppo, fino ad oggi neppure l’Italia che ha una legislazione sull’immigrazione molto vicina ai contenuti della convenzione, ha adottato la Carta quale Legge dello Stato.

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